Viandanti della fede

Il prossimo weekend, proprio alla vigilia dell’inizio del prossimo Oratorio Estivo, tutti gli animatori dell’Oratorio Santissima Trinità saranno in ritiro per riscoprire la bellezza del servizio in Oratorio. Guidati dalla Parola di Dio mediata attraverso l’esortazione apostolica Evangeli Gaudium cercheremo di riscoprire il senso del nostro agire attraverso un percorso in cinque tappe che ci indicheranno la meta ultima del nostro fare oratorio. Al termine della due giorni, vogliamo tornare a casa cercando di condividere insieme una nuova idea di Oratorio per la Santissima Trinità. Dopo aver recuperato le motivazioni e il senso del nostro agire, vogliamo rispondere all’invito del Papa e della Chiesa ad essere un oratorio sempre più in uscita, pronto a raccogliere le sfide che il nostro quartiere ci presenta, non da soli, ma provando ad intessere nuove collaborazioni con altri oratori o altri enti educativi sul territorio.

Sarà un ritiro “itinerante”, i nostri giovani saranno per due giorni viandanti alla ricerca delle motivazioni che li spingono a intraprendere o perseguire la loro missione educativa in oratorio. Cinque tappe ambientate in cinque luoghi significativi del Vangelo:

  1. Nazareth è il paese Natale di Gesù, luogo in cui è vissuto per 30 anni prima di intraprendere la sua missione – Mandati – identità missionaria dell’animatore – Mt 5, 13-16
  2. Gerico è la città dei tanti incontri di Gesù con uomini e donne bisognose, luogo in cui si sono intessute tante relazioni di Dio con l’uomo – Mandati da chi – La relazione col Dio di Gesù – Lc 19, 1-10
  3. Betsàida è il luogo (secondo Luca) della moltiplicazione dei pani, dove i discepoli sono chiamati a sfamare un “popolo” di pellegrini venuti in cerca di Gesù – Mandati insieme: La relazione ecclesiale – Lc 9, 10-17
  4. La Palestina è il territorio in cui i primi discepoli sono stati invitati a portare l’annuncio del Regno di Dio – Mandati dove: il contesto a cui si è inviati – Lc 10, 25-37
  5. Sul Monte è il luogo del contatto con Dio, della preghiera, della Trasfigurazione, della Passione, dell’Ascensione di Cristo – Mandati come: lo stile dell’evangelizzazione – Lc 10, 1-9

Di seguito vi riportiamo la premessa che aprirà il ritiro il il documento con la traccia per questa due giorni. Ci teniamo a condividere ciò che facciamo, perché sia sempre più chiaro a tutti qual è la nostra idea di oratorio per il nostro quartiere.

La Gioia del Vangelo

Siamo giunti ad un traguardo molto importante. Quest’anno abbiamo raggiunto i primi cinque anni di una nuova storia che abbiamo intrapreso per il nostro Oratorio.
Credo che tutti desideriamo ardentemente continuare a scrivere ancora numerose pagine della nostra storia, pagine che possano raccontare sempre più di episodi di impegno, passione, e bellezza, in cui voi giovani siete chiamati ad essere sempre più artefici protagonisti del futuro della nostra comunità. Con questa due giorni vogliamo proporvi di raccogliere l’invito che Papa Francesco rivolge proprio voi giovani quando afferma:
106. Anche se non sempre è facile accostare i giovani, si sono fatti progressi in due ambiti: la consapevolezza che tutta la comunità li evangelizza e li educa, e l’urgenza che essi abbiano un maggiore protagonismo. Si deve riconoscere che, nell’attuale contesto di crisi dell’impegno e dei legami comunitari, sono molti i giovani che offrono il loro aiuto solidale di fronte ai mali del mondo e intraprendono varie forme di militanza e di volontariato. Alcuni partecipano alla vita della Chiesa, danno vita a gruppi di servizio e a diverse iniziative missionarie nelle loro diocesi o in altri luoghi. Che bello che i giovani siano “viandanti della fede”, felici di portare Gesù in ogni strada, in ogni piazza, in ogni angolo della terra!
L’invito del Papa è che voi giovani siate “viandanti della fede” ovvero “testimoni di luce”! “Voi siete il sale della terra” (Mt 5,13), “voi siete la luce del mondo” (Mt 5,14): l’identità cristiana è da subito relazionale, è essere-per, prende senso solo nella relazione, così come il sale ha senso solo in relazione ai cibi o la luce rispetto all’ambiente circostante. Ne consegue che se viene meno la relazione, viene meno l’identità.
Perciò insisto su ciò che ho già affermato più volte e cioè che il senso del nostro fare Oratorio sono le persone! A voi di fatti tutta comunità educante (parroco, responsabili, educatori, catechisti, animatori liturgici, adulti impegnati, ecc..) rivolge le proprie attenzioni, non solo con questa due giorni, con la formazione, con i gruppi ma soprattutto attraverso una relazione personale (mai esclusiva ed invasiva) che cerchiamo di costruire con ciascuno di voi, cercando di renderci sempre disponibili non solo in chiesa ma nella vostra vita di tutti i giorni. È la cultura della prossimità che dobbiamo acquisire, quell’attenzione educativa capace di farsi carico delle gioie e delle difficoltà dei ragazzi che ci sono affidati dalla comunità: noi non facciamo “cose”, non “creiamo attività o programmiamo gruppi”, il nostro agire deve essere sempre sostenuto dalla relazione: a noi stanno a cuore i ragazzi, dobbiamo avere attenzioni diverse per ciascuno perché insieme come gruppo si possa crescere al meglio nella vita e nella fede.
Tutto ciò va però inteso rivedendo quanto abbiamo fatto fin ora, e cercare a partire dal prossimo Oratorio Estivo, di fare nostre queste altre indicazioni del Papa:
167. È bene che ogni catechesi presti una speciale attenzione alla “via della bellezza”. Annunciare Cristo significa mostrare che credere in Lui e seguirlo non è solamente una cosa vera e giusta, ma anche bella, capace di colmare la vita di un nuovo splendore e di una gioia profonda, anche in mezzo alle prove. In questa prospettiva, tutte le espressioni di autentica bellezza possono essere riconosciute come un sentiero che aiuta ad incontrarsi con il Signore Gesù.
È cioè fondamentale riscoprire la bellezza del Vangelo e del suo annuncio. Un annuncio fatto di concretezza di vita, di entusiasmo, di gioia, di amore e di bellezza, nettamente in contrapposizione con un mero ripetere frasi catechistiche acquisite ma che poi risultano prive di significato nella nostra vita.
Certo per fare tutto ciò è necessario instaurare la più importante delle relazioni, la sola che davvero può aiutarci a trovare la strada della pienezza gioiosa della vita: la relazione con il Dio di Gesù Cristo, che ha donato all’uomo la storia d’Amore più bella e appassionata di sempre e che ancora oggi ispira milioni di credenti nel mondo.
A voi giovani la comunità guarda con speranza e fiducia. In voi i ragazzi cercano modelli positivi a cui ispirarsi, “eroi” a cui tendere per cercare aiuto e sostegno, alcuni anche per superare le brutture di una vita priva di attenzioni che li ha trasformati in ragazzi cosiddetti difficili, più taciturni o più agitati o spesso più emarginati.
La missione che abbiamo è senza dubbio ardua ma altrettanto bella e appassionante. Abbiamo solo bisogno di capire, una volta per tutte, che in questo cammino non siamo soli! Non solo siamo stati chiamati e perciò scelti a partecipare a questa grande impresa con altri nostri amici, di fatti, in un modo o nell’altro, tutti abbiamo risposto un giorno ad un invito, ma siamo stati calati in una realtà ben precisa, la chiesa del nostro quartiere, non un’associazione, non un altro ambito di volontariato, ma in un oratorio che poggia in suo fondamento in Gesù Cristo. Saggio per cui sarebbe da parte nostra per lo meno interrogarci sul perché siamo qui, chi ci ha voluti, per fare cosa, con chi e con quale stile.
È ciò che faremo in questa due giorni, con l’aggiunta che saremo poi chiamati a rispondere a nuove proposte di crescita per il nostro oratorio e a dare tutti il proprio contributo per fare della prossimità e della bellezza evangelica lo stile del nostro Oratorio.
L’augurio che vi lascio per questa due giorni viene ancora da papa Francesco, proprio nell’incipit della “Evangelii gaudium”:
1. La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia!
Buon cammino!
Gianluca

Scarica il documento Viandanti della Fede
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Rispondi