Un oratorio missionario

“Ciao a tutti, io sono Jim!” esordisce così, nella stanza dove sono radunati i bambini delle elementari, Giacomo Comino, frate missionario salesiano. Di colpo i rumori e le risate cessano e tanti occhi incuriositi osservano l’anziano signore, con tanto di trolley al seguito, che sorride e scherza con alcuni di loro. Jim è un missionario che vive in uno stato dell’Africa, il Sud Sudan, una terra bella, ma devastata dalla guerra.

Nei precedenti sabati del mese di ottobre agli stessi bambini era stato spiegato chi sono i missionari, cosa fanno e perché, cercando di far capire loro che tutto nasce dall’amore di Gesù, di cui questi uomini e queste donne si fanno testimoni a parole e con le buone azioni. Adesso, quindi, sono stupiti di trovarsene davanti uno, in carne e ossa! Jim inizia a raccontare come vivono i suoi bambini sudanesi, dei quali mostra le foto: bambini provati, che conoscono la paura dei proiettili, la povertà dura, ma, ciononostante, capaci di grandi sorrisi, di atti di generosità e condivisione, desiderosi di studiare. “È per questo che io e miei confratelli salesiani ci siamo lanciati in un grande progetto, una sfida: costruire 100 scuole in Sud Sudan! Infatti da noi mancano anche gli edifici scolastici! Solo uno su 5 ha la possibilità di andare a scuola!”.

Jim mostra anche le foto del Centro Saint Joseph, che si trova a Khartoum, nel Sudan (fino al 2011 formava un unico stato col Sud Sudan). A questo centro, in cui i ragazzi imparano un mestiere (elettricista, meccanico,..), sono stati indirizzati i soldi che la nostra parrocchia ha raccolto in questi due anni, in occasione della Quaresima di Fraternità.

Così sabato 22 ottobre, alla vigilia della 90° Giornata mondiale per le missioni, il nostro oratorio ha spalancato una finestra sul Sud Sudan e sui suoi abitanti, a maggioranza cristiani. Vogliamo, infatti, che i nostri bambini vivano un oratorio a porte aperte: aperto agli altri, a chiunque voglia mettersi in cammino con noi verso Gesù, a chiunque, a qualsiasi popolo appartenga. Per noi, infatti, l’oratorio non è solo il luogo in cui ritrovarci il sabato a giocare, ma un luogo di amicizia, pronto a dare amicizia a tutti nel nome di Gesù, in poche parole, un centro missionario.

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