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Uniti in Te

Tutti gli oratori di settimo, San Giuseppe, San Vincenzo, San pietro, SS Trinità e Santa Maria, hanno avuto modo di incontrarsi durante il ritiro del 17-18 Marzo. Evento forse mai capitato prima.
Il titolo della due giorni era ‘Uniti in Te, guidati dalla Parola di Dio attraverso la lettura e meditazione della prima lettera ai Corinzi di San Paolo, nella quale l’apostolo afferma che noi tutti insieme formiamo il corpo di Cristo, ‘ciascuno per la sua parte’.

Per capire meglio il brano e ciò che volesse dire, ciascun gruppo dei diversi oratori ha mostrato agli altri qualcosa che lo rappresentasse appieno, la sua peculiarità insomma, chi con attività più giocose, chi con momenti di maggior riflessione, il tutto preparato precedentemente nei rispettivi momenti di gruppo in oratorio prima dell ritiro. Senza rendercene conto, abbiamo quindi dato vita a un vero e proprio corpo. Eravamo noi le sue membra.

Abbiamo successivamente dedicato del tempo ad un momento di deserto durante il quale abbiamo riflettuto e risposto alle domande che la sera prima ciascun gruppo aveva posto.

Siamo giunti quindi alla conclusione che effettivamente ogni oratorio, ciascuno con le sue caratteristiche, rappresenta una parte fondamentale di un corpo, di un’unità e che la nostra diversità non è altro che un’immensa ricchezza da condividere!

Ad oggi posso dire di aver vissuto un’esperienza irripetibile, unica ed emozionante. Nonostante molti di noi non si conoscessero, abbiamo subito legato e condiviso non solo momenti di riflessione, ma anche di divertimento.

È proprio questo il bello: sapere di essere tutti lì per lo stesso motivo, con persone che condividono la tua stessa passione e l’amore per Dio. È un momento per staccare un po’, per prendersi del tempo per se stessi. È sempre un piacere per me, partecipare a questi momenti. Torno sempre a casa con qualcosa in più.

Ad oggi, sono consapevole della bella realtà che ho intorno, che forse prima non conoscevo perché ero chiusa nella mia nicchia, nel mio piccolo oratorio. Così, quello che pensavo fosse un intero mondo, ho scoperto essere solo una piccola parte di un grande puzzle, che ciascun oratorio di Settimo con il suo contributo forma.

‘Dio ha composto il corpo, conferendo maggior onore a ciò che ne mancava, perché non vi fosse disunione nel corpo, ma anzi le varie membra avessero cura le une delle altre.’

 

Sofia

Attesa, Speranza e dono – avvento 2017

Domenica 26 novembre 2017, presso la Casa dell’Immacolata a San Mauro, si è tenuto il ritiro d’avvento per tutti i ragazzi delle superiori di Santissima Trinità e Santa Maria.
Abbiamo incominciato la mattinata con un momento di preghiera. Subito dopo ci siamo divisi in biennio e triennio e per rompere il ghiaccio abbiamo fatto un piccolo gioco di conoscenza. Questo è stato un ritiro un po’ particolare pieno di colpi di scena, di allegria e di momenti di condivisione. Nella mattinata, infatti, è venuto a trovarci anche Babbo Natale, che ha lanciato una provocazione ai ragazzi. Successivamente abbiamo affrontato le seguenti tematiche/tappe:

Che cos’è l’attesa e “la divano felicità ”(non attesa)?

in questo momento i ragazzi, con l’aiuto del famoso “giochino dei colori” sono riusciti a riflettere e a condividere come vivono l’attesa in determinati momenti della loro vita (es. quando aspettano l’autobus, quando manca un mese alla fine della scuola ecc). Alla fine si è riflettuto molto anche sulla parola crisi che si poteva mettere sia nell’attesa, in quanto provoca inquietudine e sia nella divano felicità, in quanto ti può bloccare.

Speranza = preghiera

in questa seconda tappa abbiamo iniziato l’attività con un breve momento di relax, dove i ragazzi si dovevano sdraiare a terrà e dovevano chiudere gli occhi. In questo istante i ragazzi, aiutati da una voce guida, dovevano pensare a un momento di crisi che avevano vissuto, pensando anche a chi gli era stato accanto e se erano riusciti a superarlo. Dopo il momento di relax ai ragazzi è stato dato un foglio con un quadrante del piano cartesiano, sul quale dovevano riprodurre attraverso linee rette, curve, alte e basse la loro vita con tutti i momenti di gioia e di crisi che avevano vissuto fino ad oggi; in più dovevano indicare quali persone gli sono state accanto. Inseguito, divisi in gruppi abbiamo fatto un momento di condivisione dei grafici soffermandoci soprattutto sulle relazioni con le persone e con Dio, che non sono sempre facili, ma grazie a loro aiuto ci danno la forza e la speranza per andare avanti.

Dono

In quest’ultima tappa abbiamo compreso l’importanza di donarsi agli altri come ha fatto Gesù con noi e come hanno fatto tutte le persone che ci sono state accanto nei momenti di crisi.

Subito dopo ci siamo riuniti tutti nella cappella per fare la messa. Durante la messa Don Stefano ha ripercorso tutte le varie tappe della giornata. E si è soffermato soprattutto sull’importanza di donarci agli altri gratuitamente senza aspettarsi nulla in cambio. Alla fine della messa è stato consegnato ai ragazzi un seme di girasole con una frase tratta dal libro tratta dal libro del piccolo principe.
Per concludere la giornata abbiamo fatto merenda tutti insieme in allegria.

Buon cammino verso il Natale e al prossimo ritiro!

Angela

Tempo per noi – ritiro OdS Quaresima 2017

Ritiro OdS biennio quaresima 2017

Partecipare ad un ritiro è sempre un’esperienza fantastica grazie alla quale hai la possibilità di incontrare vecchi amici di altri oratori ma hai anche l’opportunità di fare nuove conoscenze.

Ogni ritiro è sempre un’avventura tutta nuova, dove abbiamo l’opportunità di affrontare tematiche sempre diverse che ci danno l’opportunità di discutere ed interrogarci su tanti aspetti della nostra vita.

Il tema principale del ritiro dell’ 1 e 2 Aprile che abbiamo vissuto con gli altri oratori della nostra città è stato il tempo.

Si dice che il tempo sia il nostro peggior nemico. la vita di tutti i giorni è come una corsa automobilistica, si cerca sempre di correre per arrivare in tempo, per arrivare primi. Spesso però durante la corsa qualcuno rimane indietro e non sempre capita di accorgersene! Così in questo ritiro abbiamo avuto l’occasione di rifletterci un po’ più attentamente e ci siamo così presi un impegno (ed è l’impegno che dovrebbe prendersi chiunque per questa quaresima): fermarci e prenderci del tempo per noi, come Gesù si è fermato a lungo a meditare nel deserto, per pregare o per riflettere su importanti decisioni da prendere oppure solo per stare un po’ da solo e pensare a ciò che aveva fatto o che doveva ancora fare.

Fermarci un attimo, smettere di correre per non rischiare di essere travolti dalle cose da fare. Prenderci  del tempo per guardarci attorno e per accorgerci di ciò che ci succede oppure anche solo per contemplare quello che ci circonda. Non lasciamo che il tempo ci porti ad essere superficiali ed egoisti.

Tante sono state le interessanti riflessioni che sono emerse durante il confronto a gruppi, qualcuno dei mie compagni ha saggiamente detto:

“se è tempo dedicato alle persone più bisognose, non è tempo perso”, un altro “prenditi del tempo per pensare” o ancora “abbi cura del tuo tempo, è prezioso”.

Questi sono auguri, affinché davvero l’ossessione del tempo svanisca, e faccia si che possiamo vivere la nostra vita con più calma, serenità e attenzione per gli altri, perché anche SE SI È FUORI TEMPO, CHE FA?

Sofia

Ritiro Giovanissimi Avvento 2016

Che cosa siete venuti a vedere?..

era il tema del nostro ritiro di avvento. Quando si vuole vedere qualcosa di interessante o di particolarmente importante nella vita quotidiana di ognuno di noi, si fanno ‘i salti mortali’ pur di riuscire, non si sta fermi e ci si muove. Noi ragazzi delle superiori ci siamo messi in cammino, riflettendo sul modo migliore per incontrare Gesù questo Natale e facendoci aiutare dagli animatori più grandi.

In una prima parte abbiamo raggiunto la consapevolezza di non essere perfetti. Nessuno, per quanta esperienza possa avere, per quanto ne sappia di bontà e di amore per Dio, non è arrivato, per cui siamo tenuti tutti a fare sempre di più, a migliorarci.

In secondo luogo abbiamo riflettuto su cosa ci aspettiamo dal Natale quest’anno. Ogni anno riceviamo regali su regali, molti dei quali hanno un’importanza relativa. Desideriamo sempre più oggetti materiali e cose futili, senza pensare a quelle persone con meno possibilità di noi. Per questo motivo abbiamo fatto visita a delle famiglie con gravi problemi economici e in certi casi morali o fisici che si affidano alla Caritas, cercando di portare loro un sorriso. Abbiamo provato tutti emozioni molto forti e sapere che grazie a noi, probabilmente, queste persone passeranno il Natale con un pizzico di allegria in più, ci ha riempiti di gioia. Infine ci siamo presi un impegno: cercare di andare controcorrente, continuare a fare del bene nonostante la società di oggi vincoli un po’ le nostre scelte, muoversi e incamminarsi per incontrare il Signore e farci trovare quando lui passerà, e soprattutto amare, che è la prima cosa che Lui ci ha insegnato.

Sofia