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Nel buio io Ti vedo

Sabato 6 maggio, presso l’oratorio Trinità, si terrà un laboratorio creativo per bimbi, di età compresa tra i 3 e i 6 anni, dal titolo

“Nel buio io vedo”

 Un modo bello e coinvolgente per provare a raccontare ai più piccoli il mistero della Pasqua, con una storia, delle luci, tanta fantasia e, infine, una golosa merenda!

L’incontro è aperto anche a tutti quei genitori che hanno il piacere di accompagnare i propri figli in questa esperienza di gioco e di crescita.

Vi aspettiamo sabato 6 maggio, dalle ore 15:00 alle 17:00.

Calendario celebrazioni per la SS Pasqua

Venerdì 7

  • h 20.45 VIA CRUCIS CITTADINA – (partenza dall’area mercatale di via Fantina)

Domenica 9 – Domenica delle Palme

  • h 09.30 Benedizione degli Ulivi. Processione dal cortile della Chiesa
  • h 10.00 – S. Messa

Lunedì 10

  • h 21.00 Confessioni – presso la chiesa Santa Maria

Mercoledì 12

  • h 14.45 Santa Messa
  • h 15.30 alle 17.00 Ostensione del Santissimo e Confessioni a cura di Padre Andrea Brustolon

Settimana Santa

Giovedì 13

  • h 18.00 Santa Messa con Lavanda dei piedi
  • h 21.00 Santa Messa con Lavanda dei piedi – presso la chiesa Santa Maria

Venerdì 14

  • h 15.00 Via Crucis con bacio della Croce
  • h 21.00 Via Crucis con bacio della Croce – presso la chiesa Santa Maria

Sabato 15

  • 21.00 – Veglia Pasquale – presso la chiesa Santa Maria

Domenica 16

  • h 10.00 – S. Messa di Pasqua

Lunedì 17

  • h 10.00 – S. Messa di Pasquetta

scarica qui il calendario completo

La tenerezza del Padre

“Quando era lontano, il Padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò”

In questo weekend del 2-3 aprile, i ragazzi di prima e seconda superiore della Santissima Trinità, insieme ai loro amici degli oratori San Giuseppe, san Vincenzo e Santa Maria, si sono trovati a casa Emmaus per vivere due giornate incentrate sulla parabola del Padre Misericordioso. Questo passo del Vangelo ha permesso ai ragazzi di riflettere su temi che toccano da vicino la loro vita: la voglia di indipendenza, il rapporto con i genitori, le piccole e grandi scelte che bisogna intraprendere nel corso della propria esistenza e le conseguenze che ne seguono.

 Nella prima giornata i ragazzi, grazie alle attività svolte con l’aiuto degli animatori, hanno cercato di immedesimarsi nella figura del figlio minore, il quale lascia la propria casa per vivere in autonomia e in modo indipendente, sperperando tutti i suoi averi nella dissolutezza, per poi tornare “pentito” dal padre. Nell’attività i ragazzi hanno parlato delle loro scelte, delle loro paure e speranze per il futuro. Ovviamente affianco a questi momenti di riflessione, dove i ragazzi ci hanno messo impegno e sincerità, non sono mancati i momenti liberi e il divertimento, dove i giovani delle varie parrocchie si sono conosciuti meglio e hanno sperimentato la convivenza tra le diverse realtà parrocchiali.

Nella seconda giornata, i ragazzi si sono concentrati sulla figura del Padre Misericordioso, anche grazie alla descrizione del quadro di Rembrandt fatta da don Teresio.  Il Padre della parabola, nonostante gli errori commessi dal figlio, è subito pronto a perdonarlo e addirittura, come racconta il Vangelo, “Quando (il figlio) era lontano, il Padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò”. I ragazzi grazie a questa figura, hanno cercato di comprendere il significato della misericordia, del perdono.

Cosa rimane di questo weekend?

La risposta la si trova negli sguardi dei ragazzi. Dai loro volti si percepisce una grande voglia di vivere e non di vivacchiare, una gran voglia di conoscere se stessi. Stimolandoli con domande personali i ragazzi hanno parlato dei loro sogni, delle loro aspettative e delle loro speranze. Dai volti dei ragazzi si è colta la felicità di aver partecipato ad una esperienza intensa, unica che solo l’oratorio può dare.

Una parrocchia che sa sognare e osare

Dopo la lunga liturgia della notte pasquale, l’eucaristia del giorno di Pasqua si svolge in un clima di pace, di serenità, di gioia interiore. È il momento della meditazione della buona novella che è risuonata con forza durante la notte. Giovanni nel vangelo di Pasqua ricorda che “nel giorno dopo il sabato”, Maria di Magdala, Simon Pietro e “l’altro discepolo, quello che Gesù amava” hanno trovata vuota la tomba dove era stato deposto Gesù. Maria di Magdala pensa che il corpo del Signore sia stato portato via. Simon Pietro è perplesso, constatando che il corpo non è più nel sepolcro, ma che vi sono rimasti, accuratamente piegati, il lenzuolo e il sudario. “L’altro discepolo” crede immediatamente. Attraverso un racconto ricco di significato, Giovanni propone una riflessione sulla fede. Essa non si impone come un’evidenza; nasce a partire da “segni” che bisogna decifrare. Alcuni ne colgono subito la portata. Nella maggior parte dei casi, questa lettura richiede più tempo. Per altri non vi sono “segni”, ma enigmi. In ogni caso, la fede è la risposta di tutta una vita, è certezza che può conoscere periodi di esitazione e di dubbio. Bisogna rinnovarla, rivivificarla, approfondirla continuamente, grazie a una continua e attenta rilettura delle Scritture, con l’aiuto degli altri credenti.

Pasqua di resurrezione! Chi vuole averne un’immagine nitida di cosa significhi pensi ancora a come ha trovato la chiesa, il sabato santo. Quel mistero di silenzio e di domande estreme, tocca l’anima nel suo abisso e vi lascia un’irresistibile attesa di vita e d’amore. Sono gli occhi che trapassano la notte e vi fanno intravedere i colori di un’alba promessa, com’è accaduto in quello splendido mattino di Pasqua.

Una parrocchia non centrata su sé, sui propri gruppi, sulle “persone che vengono” è un fermento di rinnovamento nella vita del borgo e della città. E se non sta sulle nuvole ma guarda la vita in faccia, si orienta verso le famiglie con una predilezione convinta per i piccoli e per i giovani, nel cui sguardo intravede il futuro. I ragazzi hanno bisogno di ideali, di passione e di speranza per non arrendersi, oggi. Il Dio dei giovani deve potersi sentire, toccare, sperimentare. Deve essere un Dio quotidiano: non percepito solo in forma astratta, simbolica ma fatto di sangue e di vita. Le nuove generazioni hanno bisogno di trovare di fronte a loro adulti capaci di speranza, disposti ad assumersi il rischio del cambiamento. Hanno bisogno di una parrocchia che sa sognare e osare.