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XXXI GMG – Sui passi di Santa Teresa d’Avila

Anche quest’anno la Diocesi di Torino ha voluto dedicare un’intero sabato sera ai Giovani, invitandoli a partecipare alla GMG diocesana svoltasi l’8 Aprile alla Palazzina di Caccia di Stupinigi. 50 Giovani da Settimo Insieme ad un gruppo di 50 giovani della nostra città, ci siamo ritrovati presso l’Oratorio Santa Maria per raggiungere in autobus Stupinigi.

Ho così avuto l’occasione di essere presente a questo importante evento che si colloca all’inizio del cammino di preparazione, intrapreso dalla Chiesa universale, in preparazione al prossimo Sinodo dei Vescovi sui giovani che si terrà nel 2018.

Una volta giunti sul posto siamo stati accolti dai volontari della Diocesi con l’invito a entrare nei luoghi del castello. La serata ha avuto come tema il discernimento vocazionale, per aiutare i giovani a riflettere su ciò che conserva la loro anima, attraverso il percorso di una grande “guida” spirituale, Santa Teresa d’Avila, la quale mediante la potente metafora del suo «Castello interiore» evoca le sette stanze verso l’incontro con il Signore.

Le prime sei stanze offrivano una mescolanza di emozioni, grazie alla capacità dell’arte di risvegliare l’anima di ciascuno; in particolare l’arte della musica, della poesia, del disegno, della danza, del teatro e infine l’ultima stanza che ha permesso l’incontro con Gesù attraverso un momento personale di Adorazione Eucaristica.

In un secondo momento, dopo la cena e un momento di festa con musica e balli, è iniziata la veglia serale presieduta dal nostro Arcivescovo Mons. Cesare Nosiglia. La veglia è stata animata dal canto del coro Hope che ha saputo rendere la celebrazione ancora più emozionante.

urante la Veglia sono state poste interessanti domande riguardo ai giovani e il vescovo ha risposto sottolineando quanto espresso da Papa Francesco, durante la GMG a Cracovia, e cioè sull’importanza di non essere giovani da divano e bensì volenterosi di cambiare il futuro, di non accontentarsi della monotonia, ma piuttosto di essere protagonisti e non spettatori. Facendo riferimento alle scrittura, il Vescovo ha inoltre parlato della tiepidezza, invitando i giovani a non essere tiepidi nella Fede, a non rassegnarsi e vivere la Fede all’interno di una quotidianità tesa solo a gestire al meglio la propria vita, senza entusiasmo; piuttosto, è meglio essere solo freddi o solo caldi, ma non tiepidi perchè l’immobilismo è una colpa assai più grave.

La serata si è conclusa con la consegna di una lettera dedicata ai giovani da parte di Papa Francesco per il cammino verso il Sinodo dei Vescovi e con l’ augurio di una buona settimana Santa.

Serena

Tempo per noi – ritiro OdS Quaresima 2017

Ritiro OdS biennio quaresima 2017

Partecipare ad un ritiro è sempre un’esperienza fantastica grazie alla quale hai la possibilità di incontrare vecchi amici di altri oratori ma hai anche l’opportunità di fare nuove conoscenze.

Ogni ritiro è sempre un’avventura tutta nuova, dove abbiamo l’opportunità di affrontare tematiche sempre diverse che ci danno l’opportunità di discutere ed interrogarci su tanti aspetti della nostra vita.

Il tema principale del ritiro dell’ 1 e 2 Aprile che abbiamo vissuto con gli altri oratori della nostra città è stato il tempo.

Si dice che il tempo sia il nostro peggior nemico. la vita di tutti i giorni è come una corsa automobilistica, si cerca sempre di correre per arrivare in tempo, per arrivare primi. Spesso però durante la corsa qualcuno rimane indietro e non sempre capita di accorgersene! Così in questo ritiro abbiamo avuto l’occasione di rifletterci un po’ più attentamente e ci siamo così presi un impegno (ed è l’impegno che dovrebbe prendersi chiunque per questa quaresima): fermarci e prenderci del tempo per noi, come Gesù si è fermato a lungo a meditare nel deserto, per pregare o per riflettere su importanti decisioni da prendere oppure solo per stare un po’ da solo e pensare a ciò che aveva fatto o che doveva ancora fare.

Fermarci un attimo, smettere di correre per non rischiare di essere travolti dalle cose da fare. Prenderci  del tempo per guardarci attorno e per accorgerci di ciò che ci succede oppure anche solo per contemplare quello che ci circonda. Non lasciamo che il tempo ci porti ad essere superficiali ed egoisti.

Tante sono state le interessanti riflessioni che sono emerse durante il confronto a gruppi, qualcuno dei mie compagni ha saggiamente detto:

“se è tempo dedicato alle persone più bisognose, non è tempo perso”, un altro “prenditi del tempo per pensare” o ancora “abbi cura del tuo tempo, è prezioso”.

Questi sono auguri, affinché davvero l’ossessione del tempo svanisca, e faccia si che possiamo vivere la nostra vita con più calma, serenità e attenzione per gli altri, perché anche SE SI È FUORI TEMPO, CHE FA?

Sofia

Di segreta grandezza

GMG diocesana 2017

Eccezionale sarà il luogo scelto per la serata della GMG 2017, 8 aprile, dalle ore 19 alle ore 23.30: la Palazzina di caccia di Stupinigi, proclamata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Come nelle pagine del «Castello interiore» i giovani saranno accompagnati lungo un percorso che evocherà le sette stanze (o mansioni) indicate da Santa Teresa, verso l’incontro con il Re, il Signore, come cantato dal Magnificat di Maria, cui Papa Francesco ha affidato la prossima GMG. Con la Beata Vergine Maria, con Santa Teresa d’Avila, potremo allora riconoscere le cose «di segreta grandezza» che il Signore opera in noi.

PROGRAMMA

  • h. 18:30 ritrovo e partenza con autobus privato presso l’oratorio Santa Maria
  • h. 19.00 Arrivo e possibilità di cena al sacco
  • h. 19.00 – 21.45 divisione in gruppi, visita museo con catechesi sul “Castello interiore di Santa Teresa d’Avila”.
  • Adorazione Eucaristica e Confessioni
  • h. 22.00 Veglia “Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente” presieduta dall’Arcivescovo Mons. Cesare Nosiglia

Contributo di € 2,00 per l’autobus

Iscrizioni sul sito www.upgtorino.it entro giovedì 6 aprile

scarica la locandina qui

L’accoglienza, una scelta positiva

Anche quest’anno nel salone dell’oratorio San Giuseppe Artigiano, in occasione del mese della pace, gli Oratori Di Settimo hanno proposto ai giovani della città una serata di confronto e riflessione sul tema della Pace. Dopo un primo momento di accoglienza e divisione in gruppi, avvenuta tramite una simpatica attività che prevedeva la compilazione di un modulo scritto in una lingua incomprensibile, i giovani e giovanissimi intervenuti alla serata, hanno potuto ascoltare e condividere le esperienze vissute in prima persona dagli ospiti presenti alla serata. Oltre ai rappresentanti del comune di Settimo e di Casa dei Popoli, erano presenti anche 2 operatori e un medico che ogni giorno lavorano presso il centro di accoglienza per Fenoglio di Settimo Torinese, che ospita i rifugiati con richiesta di asilo per il nostro paese.

Accoglienza è stata la parola chiave della serata, e si è provato a discutere su quanto sia complicato avere un vero atteggiamento di accoglienza verso persone che hanno origini e culture diverse dalla nostra, e su quanto sia invece facile avere dei pregiudizi. È stato perciò utile introdurre la serata ricordando una grande santa come Madre Teresa di Calcutta, che è stata capace di grandi gesti di accoglienza e di cura incondizionati verso il prossimo.

Chi soccorre le persone bisognose di aiuto viene definito “operatore di pace”, ciò nonostante gli ospiti della serata hanno affermato con umiltà di non sentirsi tali, ma di essere in ogni caso consapevoli di essere un punto di riferimento per coloro che cercano nel nostro paese un po’ di pace.

Al termine della serata i giovani sono stati invitati a dare concretezza al loro desiderio di impegno per la pace, sono state perciò proposte varie attività tra cui portare il proprio contributo per aiutare altri a conoscere meglio il centro Fenoglio e gli importanti progetti di integrazione che vengono proposti ai rifugiati per intraprendere così la strada verso l’essere un operatore di pace.

Serena

Custodi del creato

Il 24 settembre, una rappresentanza di giovani dell’oratorio dalla 2 alla 5 superiore, insieme agli amici degli oratori di San Giuseppe e San Vincenzo, ci siamo recati a Fossano per l’11ª Giornata nazionale per la Custodia del Creato promossa dalla Cei.

Appena arrivati alcuni ragazzi ci hanno accolti e spiegato l’evento attraverso degli stand ed alcuni laboratori che ci hanno aiutato a comprendere la tematica di questa giornata: apprezzare e avere cura del dono della creazione e ad essere più responsabili riguardo le nostre scelte quotidiane, come ad esempio imparare a prestare maggiore attenzione a ciò che acquistiamo o mangiamo, perché ci sono compagnie che sfruttano il lavoro minorile o non tengono conto dei diritti dei lavoratori. Abbiamo riscoperto anche quanto sia preziosa l’acqua e come preservarla evitando maggiormente gli sprechi o anche come cercare di spegnere le luci quando non ce n’è bisogno per non sprecare inutilmente l’energia. Insomma abbiamo appreso che, prestando quotidianamente un po’ di attenzione e modificando un po’ le nostre abitudini, ciascuno di noi può contribuire a preservare maggiormente il creato per le future generazioni.

Non sono mancati momenti conviviali come un’abbondante merenda a base di prodotto equo solidali tutti insieme per poi terminare la giornata con un momento di preghiera interconfessionale, perché il creato è un dono per tutti e sta a cuore a tutte le religioni del mondo.

Oltre al significato importante di questa giornata è stata anche un’occasione per trascorrere una giornata di sole in allegria e per conoscere persone e cose nuove.

Gaia

Laudato si’ – Campo OdS Biennio – 2016

Il nostro campo è stato presso “Casa Emmaus” al Col del Lys tra il 16 e il 19 luglio. Sono stati quattro giorni magnifici dedicati ad approfondire l’enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco. La prima giornata abbiamo fatto dei piccoli giochi accompagnati da riflessioni sul tema del gioco: ad esempio uno dei giochi era quello di provare a pulire l’acqua che era stata sporcatacon erba succo colorato e olio e noi dovevamo provare a pulirla con un pezzo di stoffa e un bicchiere filtrandola, un altro serviva per capire quanto eravamo informati sulla raccolta differenziata e alla fine di ciò riflettevamo sul tema trattato divisi in gruppi. Ogni gruppo rappresentava un elemento: eravamo aria, acqua, terra e fuoco.

La seconda giornata abbiamo fatto la camminata su per la montagna. All’inizio sembrava faticosa, ma ne è valsa la pena sia per la vista che per l’esperienza. Durante il cammino ci fermavamo a tappe nelle quali attraverso mini-attività utilizzavamo uno dei cinque sensi. Abbiamo fatto la messa in mezzo ad un prato con degli alberi, un’esperienza indimenticabile perché siamo stati a stretto contatto con la natura e abbiamo potuto assaporarne ogni qualità attraverso un po’ di concentrazione che difficilmente si ha quando siamo in città. La sera per poter osservare un bel panorama siamo stati portati su una piccola altura affianco alla nostra casa ed abbiamo osservato le stelle: è stato un panorama bellissimo e siamo persino riusciti ad individuare delle costellazioni perché a differenza del cielo visto da una città, il cielo visto da una montagna è più nitido per via della minor quantità di inquinamento.

Il terzo giorno, la mattina è venuto a trovarci Don Flavio, un parroco di Cuneo che ha vissuto per tanti anni all’estero come missionario e ci ha raccontato alcune sue esperienze per farci capire come negli ultimi tempi il divario tra ricchezza e povertà sia fortemente aumentato e di conseguenza i poveri diventano sempre più poveri e i ricchi diventano sempre più ricchi. Di conseguenza a ciò abbiamo fatto un gioco di ruolo estremamente divertente basato sulla produzione di caffè che ci ha dato possibilità di toccare con mano la situazione nel mondo con le varie ricchezze spartite in maniera non uguale. Al termine di queste attività ci sono stati presentati modi utili per far diminuire questo divario: uno di questi è il commercio equo e solidale che attraverso il NON sfruttamento delle persone garantisce ad ognuno il salario adeguato. La sera abbiamo fatto un falò cantando la canzone del campo e poi ad ognuno è stato consegnato una specie di attestato per una sua particolarità.

L’ultima mattinata l’abbiamo passata a trarre le conclusione delle riflessioni svolte durante i tre giorni precedenti; i nostri animatori volevano capire se ci era arrivato il messaggio che ci volevano mandare. Il nostro compito in quanto singoli è piccolo ma se tutti insieme diamo del nostro possiamo aver a partire da una città più pulita, uno stato più pulito, un mondo più pulito e sicuramente se aiutiamo i più poveri, ognuno nel proprio piccolo, possiamo fare la differenza. Ora vogliamo davvero cercare di raccogliere l’invito del Vangelo e del Papa, cioè di vivere e rispettare l’immenso dono del creato che Dio ci ha donato, cercando, nel nostro piccolo, di prenderci cura della natura e soprattutto delle persone in particolare le più bisognose.

Martina

Una giornata in amicizia

Domenica 10 Aprile noi ragazzi di terza e quarta superiore delle parrocchie San Giuseppe, San Vincenzo, San Pietro, San Guglielmo Abate e Santissima Trinità abbiamo trascorso un’ intera giornata al parco Mezza Luna di Settimo Torinese.

La giornata è iniziata alle ore 11:00 con la Santa Messa presso la chiesa San Giuseppe dove abbiamo avuto modo di ascoltare il brano del Vangelo di Giovanni (Gv 21,1-14) ed è continuata al parco. Dopo aver mangiato tutti insieme il pranzo al sacco abbiamo giocato tutti dei giochi proposti dai nostri animatori, alcuni connessi con il brano del Vangelo. La giornata è stata piacevole e allegra, non è la prima volta che ci riuniamo e ormai tra i diversi ragazzi delle parrocchie si è instaurato un buon rapporto di amicizia. Alla fine della giornata siamo andati a comprare un gelato e ci siamo salutati un po’ rattristati che fosse finita così in fretta. Credo molto nell’importanza di questi momenti condivisi tra le varie parrocchie perché è un’ottima occasione per fare amicizia e per stare insieme. Non è la prima volta che partecipo e penso che il percorso che stiamo affrontando nel corso dei vari ritiri con le altre parrocchie sia bello ed educativo.

Andrea C.

La tenerezza del Padre

“Quando era lontano, il Padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò”

In questo weekend del 2-3 aprile, i ragazzi di prima e seconda superiore della Santissima Trinità, insieme ai loro amici degli oratori San Giuseppe, san Vincenzo e Santa Maria, si sono trovati a casa Emmaus per vivere due giornate incentrate sulla parabola del Padre Misericordioso. Questo passo del Vangelo ha permesso ai ragazzi di riflettere su temi che toccano da vicino la loro vita: la voglia di indipendenza, il rapporto con i genitori, le piccole e grandi scelte che bisogna intraprendere nel corso della propria esistenza e le conseguenze che ne seguono.

 Nella prima giornata i ragazzi, grazie alle attività svolte con l’aiuto degli animatori, hanno cercato di immedesimarsi nella figura del figlio minore, il quale lascia la propria casa per vivere in autonomia e in modo indipendente, sperperando tutti i suoi averi nella dissolutezza, per poi tornare “pentito” dal padre. Nell’attività i ragazzi hanno parlato delle loro scelte, delle loro paure e speranze per il futuro. Ovviamente affianco a questi momenti di riflessione, dove i ragazzi ci hanno messo impegno e sincerità, non sono mancati i momenti liberi e il divertimento, dove i giovani delle varie parrocchie si sono conosciuti meglio e hanno sperimentato la convivenza tra le diverse realtà parrocchiali.

Nella seconda giornata, i ragazzi si sono concentrati sulla figura del Padre Misericordioso, anche grazie alla descrizione del quadro di Rembrandt fatta da don Teresio.  Il Padre della parabola, nonostante gli errori commessi dal figlio, è subito pronto a perdonarlo e addirittura, come racconta il Vangelo, “Quando (il figlio) era lontano, il Padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò”. I ragazzi grazie a questa figura, hanno cercato di comprendere il significato della misericordia, del perdono.

Cosa rimane di questo weekend?

La risposta la si trova negli sguardi dei ragazzi. Dai loro volti si percepisce una grande voglia di vivere e non di vivacchiare, una gran voglia di conoscere se stessi. Stimolandoli con domande personali i ragazzi hanno parlato dei loro sogni, delle loro aspettative e delle loro speranze. Dai volti dei ragazzi si è colta la felicità di aver partecipato ad una esperienza intensa, unica che solo l’oratorio può dare.

Una giornata sulla misericordia

Sabato 12 marzo il nostro oratorio ha ospitato il ritiro dal titolo “Si Alzò e Andò da suo Padre”, una giornata di preghiera e riflessione sul tema giubilare della misericordia di Dio organizzato dall’Azione Cattolica dei Ragazzi della nostra diocesi e che ha visto coinvolti, oltre che i ragazzi del nostro oratorio anche gli amici di San Giuseppe e di Mezzi Po.

Anzitutto è stata una bellissima giornata, il tempo ha davvero benedetto questo ritiro con un sole ed una temperatura più che primaverile, il che ha agevolato senz’altro un clima di festa. È stato bello incontrarsi e ancora di più vedere pregare e riflettere insieme più di sessanta ragazzi delle medie su un tema così importante. Sullo sfondo la parabola del padre misericordioso del Vangelo di Luca (15, 11-32). Insieme abbiamo compreso quanto sia davvero gratuito e senza aspettative l’amore di Dio nei nostri confronti, Dio Padre infatti non si aspetta nulla da noi, ci lascia persino liberi di sbagliare ma mai smette di aspettarci per riaccoglierci a braccia aperte, senza farci pesare nulla del nostro sbaglio ma facendoci sentire semplicemente amati, amati di un amore che solo Dio sa dare. Al mattino la riflessione sul brano è stata guidata da Don Domenico, una riflessione semplice, ma che ha saputo davvero aiutare bene i ragazzi a comprendere che Dio non ci vuole chiusi in una gabbia di regole e di “cose da fare” ma piuttosto ci vuole accanto a lui per essere felici, come? Semplicemente amando e lasciandoci amare.

Dopo il pranzo al sacco finalmente un po’ di gioco libero per svagarsi un po’. Il pomeriggio è proseguito con un grande gioco per le medie ma anche per i bambini delle elementari alla scoperta dei verbi del Padre: “ lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò”. Suor Renza, durante la preghiera finale del ritiro, ci ha così aiutati a rileggere con attenzione questi cinque verbi e ci ha aiutati a comprenere bene tutta la premura e la tenerezza di Dio.

La giornata si è conclusa con una golosissima merenda finale, gioco, musica e balli.

Ringraziamo davvero tanto l’equipe ACR diocesana per questa bella giornata di ritiro e auguriamo a tutti i nostri ragazzi una buona settimana santa!

 

L’alleanza dei giovani di tre oratori di Settimo

Stare al Mondo significa Sapere. Sapere vuol dire Informarsi. Informarsi vuol dire non fermarsi all’apparenza, ma andare oltre cercando notizie per scoprire la verità delle cose. Per i giovani di oggi è importante questo argomento perché si hanno ancore molte cose da scoprire. Questo lo abbiamo imparato svolgendo le varie attività organizzate per noi ragazzi del campo di prima superiore, il cui tema era l’Informazione. Un tema vasto che abbiamo potuto approfondire in più modi. Innanzitutto abbiamo affrontato un dibattito sull’immigrazione stile “Forum”, confrontando così le nostre idee a riguardo. Abbiamo avuto modo di parlare con il direttore della Voce del Popolo, Luca Rolandi; un incontro molto interessante anche se faticoso da seguire, visto lo spessore dell’argomento. Grazie alle informazioni lasciateci dal giornalista, abbiamo potuto analizzare un articolo di giornale, evidenziando i punti più importanti.

Tra scherzi, risate e sgridate ciò che portiamo a casa, ma soprattutto nel nostro cuore, sono i ricordi delle attività svolte. Come dimenticarsi i “faticosi” balli intorno al falò, il pauroso gioco notturno nel bosco, le canzoni che abbiamo stonato durante il karaoke, il respiro mozzato dai paesaggi visti nella camminata conclusa con una rotolata nel prato e una merenda a base di pane e nutella!

Ognuno ha un carattere diverso, ma in un gruppo è proprio la diversità che rende speciali i momenti regalando sorrisi e ricordi indimenticabili. È interessante scoprire che anche soltanto dopo tre giorni un conoscente può rivelarsi un amico su cui contare sempre e comunque. È proprio in un clima così che l’amore e il rispetto verso gli altri si fa sentire.

Ciò che ti fa conoscere una persona può arrivare da testimonianze di chi ne sa più di noi, come è successo in questo campo grazie a Don Paolo e la sua barba, a Suor Renza e la sua chitarra e ai responsabili e le loro ramanzine che ci hanno guidato in questa esperienza alla scoperta di noi stessi e di Gesù.

Un viaggio cambia sempre una persona proprio come noi tornando da Martassina siamo maturati grazie al confronto con gli altri, allo scambio di idee, alla condivisione di un pensiero e ai semplici gesti della quotidianità.

Quando si dice che l’Unione fa la forza è proprio vero, infatti dalla “fusione” di questi tre oratori, San Giuseppe, San Vincenzo e Santissima Trinità, abbiamo dimostrato che si può crescere insieme per un futuro migliore.

Campo Superiori 2015