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Attesa, Speranza e dono – avvento 2017

Domenica 26 novembre 2017, presso la Casa dell’Immacolata a San Mauro, si è tenuto il ritiro d’avvento per tutti i ragazzi delle superiori di Santissima Trinità e Santa Maria.
Abbiamo incominciato la mattinata con un momento di preghiera. Subito dopo ci siamo divisi in biennio e triennio e per rompere il ghiaccio abbiamo fatto un piccolo gioco di conoscenza. Questo è stato un ritiro un po’ particolare pieno di colpi di scena, di allegria e di momenti di condivisione. Nella mattinata, infatti, è venuto a trovarci anche Babbo Natale, che ha lanciato una provocazione ai ragazzi. Successivamente abbiamo affrontato le seguenti tematiche/tappe:

Che cos’è l’attesa e “la divano felicità ”(non attesa)?

in questo momento i ragazzi, con l’aiuto del famoso “giochino dei colori” sono riusciti a riflettere e a condividere come vivono l’attesa in determinati momenti della loro vita (es. quando aspettano l’autobus, quando manca un mese alla fine della scuola ecc). Alla fine si è riflettuto molto anche sulla parola crisi che si poteva mettere sia nell’attesa, in quanto provoca inquietudine e sia nella divano felicità, in quanto ti può bloccare.

Speranza = preghiera

in questa seconda tappa abbiamo iniziato l’attività con un breve momento di relax, dove i ragazzi si dovevano sdraiare a terrà e dovevano chiudere gli occhi. In questo istante i ragazzi, aiutati da una voce guida, dovevano pensare a un momento di crisi che avevano vissuto, pensando anche a chi gli era stato accanto e se erano riusciti a superarlo. Dopo il momento di relax ai ragazzi è stato dato un foglio con un quadrante del piano cartesiano, sul quale dovevano riprodurre attraverso linee rette, curve, alte e basse la loro vita con tutti i momenti di gioia e di crisi che avevano vissuto fino ad oggi; in più dovevano indicare quali persone gli sono state accanto. Inseguito, divisi in gruppi abbiamo fatto un momento di condivisione dei grafici soffermandoci soprattutto sulle relazioni con le persone e con Dio, che non sono sempre facili, ma grazie a loro aiuto ci danno la forza e la speranza per andare avanti.

Dono

In quest’ultima tappa abbiamo compreso l’importanza di donarsi agli altri come ha fatto Gesù con noi e come hanno fatto tutte le persone che ci sono state accanto nei momenti di crisi.

Subito dopo ci siamo riuniti tutti nella cappella per fare la messa. Durante la messa Don Stefano ha ripercorso tutte le varie tappe della giornata. E si è soffermato soprattutto sull’importanza di donarci agli altri gratuitamente senza aspettarsi nulla in cambio. Alla fine della messa è stato consegnato ai ragazzi un seme di girasole con una frase tratta dal libro tratta dal libro del piccolo principe.
Per concludere la giornata abbiamo fatto merenda tutti insieme in allegria.

Buon cammino verso il Natale e al prossimo ritiro!

Angela

Più attraenti delle droghe

Giovedì 15 dicembre, il nostro oratorio ha ospitato un incontro di formazione per gli educatori dei gruppi giovanissimi degli oratori di Settimo con Fulvio Ichino, educatore da oltre 25 anni del SER.D. (Servizio Dipendenze) che opera e conosce molto bene i problemi di dipendenze che coinvolgono i giovani della nostra città.

La situazione a Settimo

Settimo Torinese è purtroppo risaputo che ha alle sue spalle una lunga storia sopratutto con le sostanze stupefacenti, fino a qualche tempo fa era persino considerata come punto di rifornimento non solo per l’intera regione ma anche per quelle limitrofe.

Dall’incontro è emerso che ad oggi molti sono i giovani che fanno uso di sostanze tra cui Hashish, Marijuana ma quello che desta maggiore preoccupazione è l’abuso di alcool che non essendo vietato dalla legge, risulta più facilmente reperibile dai giovani.

Durante un’indagine sono stati distribuiti alcuni questionari agli studenti delle scuole dell’8 marzo e dell’ITIS Galileo Ferraris della nostra città e dai risultati emerge che l’abuso di alcool in particolar modo, risulta assai diffuso. Questo abuso coinvolge sempre più ragazze che spesso divengono trascinatrici del gruppo.

Come farsi aiutare

Il SER.D. ha il compito proprio di aiutare chi soffre di queste dipendenze ma l’accesso può avvenire solo in maniera spontanea o su richeista dei genitori (in caso di minorenni) o altrimenti attraverso un atto giudiziale della prefettura.

Quando un ragazzo intraprendere il percorso della disintossicazione vien inserito in una comunità con un programma di recupero che solitamente dura 24 mesi. Dalle testimonianze riportate sembra proprio che il problema principale per questi ragazzi non sia solo il rapporto che loro hanno con la sostanza ma il loro reinserimento sociale; spesso ci si rifugia nella sostanza poiché l’ambiente in cui si vive è degradato, la famiglia dalla quale si proviene è al suo interno problematica e quindi la sostanza a volte sembra per questi ragazzi l’unica via di fuga e tolta quella si sentono completamente “disorientati” anche e sopratutto dal punto di vista sociale.

Più atraenti delle droghe

In questi anni gli educatori del SERD hanno organizzato molte campagne per contrastare questo fenomeno anche in collaborazione con il consultorio dell’Arcobaleno; l’obiettivo è quello di lavorare sulle emozioni poiché questi giovani hanno una vera e propria “FAME DI ATTENZIONE” da parte del mondo adulto.

L’incontro si è concluso rilanciando una maggiore collaborazione tra gli oratori e il SER.D. con l’obiettivo di organizzare delle iniziative che possano coinvolgere ed informare meglio i giovani della nostra città; Fulvio ha anche ribadito più volte che, se come oratori vogliamo aiutare maggiormente i giovanissimi affidatici, dobbiamo rendere qualuneue noatra iniziativa più attraente della droga.

Joelle

Ritiro Giovanissimi Avvento 2016

Che cosa siete venuti a vedere?..

era il tema del nostro ritiro di avvento. Quando si vuole vedere qualcosa di interessante o di particolarmente importante nella vita quotidiana di ognuno di noi, si fanno ‘i salti mortali’ pur di riuscire, non si sta fermi e ci si muove. Noi ragazzi delle superiori ci siamo messi in cammino, riflettendo sul modo migliore per incontrare Gesù questo Natale e facendoci aiutare dagli animatori più grandi.

In una prima parte abbiamo raggiunto la consapevolezza di non essere perfetti. Nessuno, per quanta esperienza possa avere, per quanto ne sappia di bontà e di amore per Dio, non è arrivato, per cui siamo tenuti tutti a fare sempre di più, a migliorarci.

In secondo luogo abbiamo riflettuto su cosa ci aspettiamo dal Natale quest’anno. Ogni anno riceviamo regali su regali, molti dei quali hanno un’importanza relativa. Desideriamo sempre più oggetti materiali e cose futili, senza pensare a quelle persone con meno possibilità di noi. Per questo motivo abbiamo fatto visita a delle famiglie con gravi problemi economici e in certi casi morali o fisici che si affidano alla Caritas, cercando di portare loro un sorriso. Abbiamo provato tutti emozioni molto forti e sapere che grazie a noi, probabilmente, queste persone passeranno il Natale con un pizzico di allegria in più, ci ha riempiti di gioia. Infine ci siamo presi un impegno: cercare di andare controcorrente, continuare a fare del bene nonostante la società di oggi vincoli un po’ le nostre scelte, muoversi e incamminarsi per incontrare il Signore e farci trovare quando lui passerà, e soprattutto amare, che è la prima cosa che Lui ci ha insegnato.

Sofia

Una giornata in amicizia

Domenica 10 Aprile noi ragazzi di terza e quarta superiore delle parrocchie San Giuseppe, San Vincenzo, San Pietro, San Guglielmo Abate e Santissima Trinità abbiamo trascorso un’ intera giornata al parco Mezza Luna di Settimo Torinese.

La giornata è iniziata alle ore 11:00 con la Santa Messa presso la chiesa San Giuseppe dove abbiamo avuto modo di ascoltare il brano del Vangelo di Giovanni (Gv 21,1-14) ed è continuata al parco. Dopo aver mangiato tutti insieme il pranzo al sacco abbiamo giocato tutti dei giochi proposti dai nostri animatori, alcuni connessi con il brano del Vangelo. La giornata è stata piacevole e allegra, non è la prima volta che ci riuniamo e ormai tra i diversi ragazzi delle parrocchie si è instaurato un buon rapporto di amicizia. Alla fine della giornata siamo andati a comprare un gelato e ci siamo salutati un po’ rattristati che fosse finita così in fretta. Credo molto nell’importanza di questi momenti condivisi tra le varie parrocchie perché è un’ottima occasione per fare amicizia e per stare insieme. Non è la prima volta che partecipo e penso che il percorso che stiamo affrontando nel corso dei vari ritiri con le altre parrocchie sia bello ed educativo.

Andrea C.

Non passiamo oltre!

Più volte, anche nel suo incontro a Torino, il papa ha sollecitato i giovani a “non passare oltre” ma, come il buon Samaritano, a lasciarsi coinvolgere nel movimento della misericordia che ci fa prossimi.
Per questo la GMG diocesana di sabato 19 marzo 2016 ha avuto come tema: «non passare oltre!», un invito ad entrare nella profondità della misericordia. Come giovani della nostra comunità abbiamo risposto all’invito del nostro Arcivescovo a partecipare a questo evento, insieme a centinaia di altri giovani della nostra diocesi. Si è trattato di una serata che ha anticipato il grande evento della XXXI Giornata Mondiale della Gioventù che avrà luogo a Cracovia.
La serata è stata divisa prima in sei tappe con sei declinazioni differenti sul tema della misericordia:

  • Presso la SINAGOGA EBRAICA
    Auschwitz e il mistero del male: fin dove arriva la Misericordia? – don Stefano Turi
  • STAZIONE FERROVIARIA DI PORTA SUSA
    Pellegrinaggi, viaggi, migrazioni: dove ci porta la Misericordia? – don Ugo Bellucci

  • PALAZZO BAROLO – via delle Orfane 7
    La creatività dei Santi: come ci trasforma la Misericordia? – don Luca Peyron

  • MUSEO NAZIONALE DEL RISORGIMENTO
    L’Italia, l’Europa, il creato: a quali responsabilità chiama la Misericordia? – don Giorgio Garrone

  • OSPEDALE GRADENIGO
    Farsi prossimi nel corpo e nello spirito: come opera la Misericordia? – don Enrico Griffa

  • PALAZZO DELLA RAI – Museo della radio e della televisione
    Mass Media e Social media: come comunicare la Misericordia? – don Carlo Pizzocaro

Ciascun gruppo poteva scegliere uno dei sei temi proposti. Come giovani della Trinità abbiamo partecipato a quella riguardante: “pellegrinaggi, viaggi, immigrazione, dove ci porta la misericordia?” diretta da don Ugo Bellucci, che ci ha aiutati a comprendere quanto sia importante il viaggio, inteso come una ritornare nel profondo della propria esistenza, per riscoprire in noi la presenza di Dio che ci esorta ogni giorno a “non passare oltre”, a non essere cioè indifferenti verso il prossimo ma piuttosto a prendercene cura pur, se necessario, scombinando i nostri progetti per accogliere una nuova opportunità offerta dalla misericordia.
Al termine di questa riflessione, abbiamo ripreso il nostro “viaggio“ verso il duomo, dove l’Arcivescovo con un breve intervento, ci ha indicato luoghi e situazioni in cui c’è bisogno della nostra presenza, per far sentire proprio a chi ne ha più bisogno, la presenza di Dio attraverso le nostre opere di misericordia.
Emozionante è stato poi attraversare la Porta Santa e vivere qualche minuto in adorazione eucaristica con Gesù presente in cattedrale davanti a centinaia di giovani come noi. Abbiamo anche avuto la possibilità di riconciliarci con Dio grazie alla presenza di numerosi sacerdoti.
La serata è poi terminata come si conviene a giovani della nostra età, con musica e balli, un bel momento di festa accompagnato da assaggi di prodotti locali polacchi.