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Animatori con stile: CHIAMATI

Come è oramai consuetudine, il weekend prima dell’inizio dell’Oratorio Estivo, tutti gli animatori del nostro Oratorio sono inviati ad una due giorni di formazione e verifica dell’anno.

Il tema di quest’anno è Animatori con Stile e affronta la prima parte del primo capitolo dell’omonima guida che quest’anno l’ufficio di pastorale giovanile della nostra diocesi ha preparato per la formazione degli oratori.

Affronteremo la prima parte del capitolo Lo Stile dell’Incontro – CHIAMATI,  e saranno 4 le parole chiave di questo percorso:

  • INCONTRO: perchè l’oratorio è anzitutto un luogo di relazione
  • ACCOGLIENZA: perchè in oratorio una buona accoglienza è fondamentale per vivere un’esperienza positiva
  • PASSIONE: perchè l’oratorio ha bisogno di animatori e adulti veramente appassionati che sanno donarsi
  • CURA: perchè in un oratorio veramente coinvolto, nulla si improvvisa e ogni iniziativa ha sempre un suo specifico obbiettivo

Questo percorso lo faremo accompagnati dall’icona biblica dell’Accoglienza di Abramo (Gen 18, 1-8), grazie alla quale avremo modo, oltre che attraverso attività stimolanti e dinamiche, di leggere e meditare insieme il passo della genesi che ci racconta dell’eccezionale accoglienza che Abramo ha saputo preparare per i suoi inaspettati ospiti, di come abbia saputo aspettarli, incontrarli, ed ospitarli con una passione ed una cura che possono divenire esempio per migliorarle lo stile generale dell’accoglienza e della cura delle relazioni nel nostro oratorio.

Di seguito il programma della due giorni

Sabato 10

  • ore 14:30 Ritrovo e partenza
  • ore 16:00 INCONTRO & ACCOGLIENZA
  • ore 17:30 merenda
  • ore 18:00 verifica dell’anno
  • ore 19:30 cena
  • ore 21:00 serata
  • ore 23:00 preghiera e buona notte

Domenica 11

  • ore 8:00 sveglia
  • ore 8:30 preghiera
  • ore 9:00 colazione
  • ore 10:00 PASSIONE & CURA
  • ore 12:00 tempo libero
  • ore 12:30 pranzo
  • ore 14:00 riordino della casa
  • ore 15:00 Santa Messa e conclusioni

Contributo di € 15,00 – portare sacco a pelo o lenzuola, blocco note e penna e bibbia – Casa Emmaus – frazione Crest, Colle del Lys

Formazione Animatori 2017

Chi me lo fa fare?

Sabato 7 gennaio noi animatori ci siamo ritrovati dopo queste vacanze per prepararci per la riapertura dell’oratorio

Abbiamo parlato di cosa significa essere animatore e di cosa abbiamo bisogno per poter dare il meglio di noi: gratuità e condivisione sono state le parole chiave di quest’anno. Valori che dobbiamo conoscere bene per essere in grado di trasmetterli ai bambini che incontriamo ogni sabato e a tutti coloro che incontriamo nella nostra vita anche al di fuori dell’oratorio.

Abbiamo conosciuto due responsabili dell’ACR (associazione cattolica ragazzi) diocesana, Daniela e Matteo, e con loro abbiamo trattato i due diversi argomenti della giornata, gratuità e condivisione, prima attraverso la preghiera e poi con attività pratiche  e giochi che ci hanno aiutato a comprendere meglio il senso del nsotro essere animatori in oratorio.

Gratuità, cioè donare del nostro tempo gratuitamente per il nostro servizio ai più piccoli, non il tempo perso o superfluo, ma anche il tempo che ci costa sacrificio.

Condivisione, cioè mettere in comune quello che abbiamo, i nostri talenti, le nostre capacità per rendere più bello il nostro oratorio.

Terminato il pomeriggio, abbiamo cenato. Grazie alle nostre generosissime cuoche Anna e Laura con la collaborazione di Sandro, abbiamo mangiato tutti insieme un pasto completo

Il dopo cena è stato poi una bella sorpresa grazie alla presenza di Mauro della cooperativa ET che ha animato l’intera serata, facendoci tornare tutti un po’ bambini, insegnandoci bans, giochi, attività utili per coinvolgere ed entusiasmare i nostri ragazzi. Tra un’attività e l’altra non sono mancati spunti di riflessioni interessanti in particolare sul tema dell’accoglienza, momento fondamentale della giornata di oratorio per far sentire i ragazzi accolti ed importanti in un ambiente, come l’oratorio, pensato apposta per loro.

Siamo partiti con una domanda: chi me lo fa fare?

Ora credo di aver capito, non importa la stanchezza, la fatica o il mal di testa che si prova alla fine di una giornata,  la cosa che mi fa dire che vale la pena impegnarmi come animatrice è il sorriso con cui ogni bambino mi saluta quando mi incontra.

Federica

Viandanti della fede

Il prossimo weekend, proprio alla vigilia dell’inizio del prossimo Oratorio Estivo, tutti gli animatori dell’Oratorio Santissima Trinità saranno in ritiro per riscoprire la bellezza del servizio in Oratorio. Guidati dalla Parola di Dio mediata attraverso l’esortazione apostolica Evangeli Gaudium cercheremo di riscoprire il senso del nostro agire attraverso un percorso in cinque tappe che ci indicheranno la meta ultima del nostro fare oratorio. Al termine della due giorni, vogliamo tornare a casa cercando di condividere insieme una nuova idea di Oratorio per la Santissima Trinità. Dopo aver recuperato le motivazioni e il senso del nostro agire, vogliamo rispondere all’invito del Papa e della Chiesa ad essere un oratorio sempre più in uscita, pronto a raccogliere le sfide che il nostro quartiere ci presenta, non da soli, ma provando ad intessere nuove collaborazioni con altri oratori o altri enti educativi sul territorio.

Sarà un ritiro “itinerante”, i nostri giovani saranno per due giorni viandanti alla ricerca delle motivazioni che li spingono a intraprendere o perseguire la loro missione educativa in oratorio. Cinque tappe ambientate in cinque luoghi significativi del Vangelo:

  1. Nazareth è il paese Natale di Gesù, luogo in cui è vissuto per 30 anni prima di intraprendere la sua missione – Mandati – identità missionaria dell’animatore – Mt 5, 13-16
  2. Gerico è la città dei tanti incontri di Gesù con uomini e donne bisognose, luogo in cui si sono intessute tante relazioni di Dio con l’uomo – Mandati da chi – La relazione col Dio di Gesù – Lc 19, 1-10
  3. Betsàida è il luogo (secondo Luca) della moltiplicazione dei pani, dove i discepoli sono chiamati a sfamare un “popolo” di pellegrini venuti in cerca di Gesù – Mandati insieme: La relazione ecclesiale – Lc 9, 10-17
  4. La Palestina è il territorio in cui i primi discepoli sono stati invitati a portare l’annuncio del Regno di Dio – Mandati dove: il contesto a cui si è inviati – Lc 10, 25-37
  5. Sul Monte è il luogo del contatto con Dio, della preghiera, della Trasfigurazione, della Passione, dell’Ascensione di Cristo – Mandati come: lo stile dell’evangelizzazione – Lc 10, 1-9

Di seguito vi riportiamo la premessa che aprirà il ritiro il il documento con la traccia per questa due giorni. Ci teniamo a condividere ciò che facciamo, perché sia sempre più chiaro a tutti qual è la nostra idea di oratorio per il nostro quartiere.

La Gioia del Vangelo

Siamo giunti ad un traguardo molto importante. Quest’anno abbiamo raggiunto i primi cinque anni di una nuova storia che abbiamo intrapreso per il nostro Oratorio.
Credo che tutti desideriamo ardentemente continuare a scrivere ancora numerose pagine della nostra storia, pagine che possano raccontare sempre più di episodi di impegno, passione, e bellezza, in cui voi giovani siete chiamati ad essere sempre più artefici protagonisti del futuro della nostra comunità. Con questa due giorni vogliamo proporvi di raccogliere l’invito che Papa Francesco rivolge proprio voi giovani quando afferma:
106. Anche se non sempre è facile accostare i giovani, si sono fatti progressi in due ambiti: la consapevolezza che tutta la comunità li evangelizza e li educa, e l’urgenza che essi abbiano un maggiore protagonismo. Si deve riconoscere che, nell’attuale contesto di crisi dell’impegno e dei legami comunitari, sono molti i giovani che offrono il loro aiuto solidale di fronte ai mali del mondo e intraprendono varie forme di militanza e di volontariato. Alcuni partecipano alla vita della Chiesa, danno vita a gruppi di servizio e a diverse iniziative missionarie nelle loro diocesi o in altri luoghi. Che bello che i giovani siano “viandanti della fede”, felici di portare Gesù in ogni strada, in ogni piazza, in ogni angolo della terra!
L’invito del Papa è che voi giovani siate “viandanti della fede” ovvero “testimoni di luce”! “Voi siete il sale della terra” (Mt 5,13), “voi siete la luce del mondo” (Mt 5,14): l’identità cristiana è da subito relazionale, è essere-per, prende senso solo nella relazione, così come il sale ha senso solo in relazione ai cibi o la luce rispetto all’ambiente circostante. Ne consegue che se viene meno la relazione, viene meno l’identità.
Perciò insisto su ciò che ho già affermato più volte e cioè che il senso del nostro fare Oratorio sono le persone! A voi di fatti tutta comunità educante (parroco, responsabili, educatori, catechisti, animatori liturgici, adulti impegnati, ecc..) rivolge le proprie attenzioni, non solo con questa due giorni, con la formazione, con i gruppi ma soprattutto attraverso una relazione personale (mai esclusiva ed invasiva) che cerchiamo di costruire con ciascuno di voi, cercando di renderci sempre disponibili non solo in chiesa ma nella vostra vita di tutti i giorni. È la cultura della prossimità che dobbiamo acquisire, quell’attenzione educativa capace di farsi carico delle gioie e delle difficoltà dei ragazzi che ci sono affidati dalla comunità: noi non facciamo “cose”, non “creiamo attività o programmiamo gruppi”, il nostro agire deve essere sempre sostenuto dalla relazione: a noi stanno a cuore i ragazzi, dobbiamo avere attenzioni diverse per ciascuno perché insieme come gruppo si possa crescere al meglio nella vita e nella fede.
Tutto ciò va però inteso rivedendo quanto abbiamo fatto fin ora, e cercare a partire dal prossimo Oratorio Estivo, di fare nostre queste altre indicazioni del Papa:
167. È bene che ogni catechesi presti una speciale attenzione alla “via della bellezza”. Annunciare Cristo significa mostrare che credere in Lui e seguirlo non è solamente una cosa vera e giusta, ma anche bella, capace di colmare la vita di un nuovo splendore e di una gioia profonda, anche in mezzo alle prove. In questa prospettiva, tutte le espressioni di autentica bellezza possono essere riconosciute come un sentiero che aiuta ad incontrarsi con il Signore Gesù.
È cioè fondamentale riscoprire la bellezza del Vangelo e del suo annuncio. Un annuncio fatto di concretezza di vita, di entusiasmo, di gioia, di amore e di bellezza, nettamente in contrapposizione con un mero ripetere frasi catechistiche acquisite ma che poi risultano prive di significato nella nostra vita.
Certo per fare tutto ciò è necessario instaurare la più importante delle relazioni, la sola che davvero può aiutarci a trovare la strada della pienezza gioiosa della vita: la relazione con il Dio di Gesù Cristo, che ha donato all’uomo la storia d’Amore più bella e appassionata di sempre e che ancora oggi ispira milioni di credenti nel mondo.
A voi giovani la comunità guarda con speranza e fiducia. In voi i ragazzi cercano modelli positivi a cui ispirarsi, “eroi” a cui tendere per cercare aiuto e sostegno, alcuni anche per superare le brutture di una vita priva di attenzioni che li ha trasformati in ragazzi cosiddetti difficili, più taciturni o più agitati o spesso più emarginati.
La missione che abbiamo è senza dubbio ardua ma altrettanto bella e appassionante. Abbiamo solo bisogno di capire, una volta per tutte, che in questo cammino non siamo soli! Non solo siamo stati chiamati e perciò scelti a partecipare a questa grande impresa con altri nostri amici, di fatti, in un modo o nell’altro, tutti abbiamo risposto un giorno ad un invito, ma siamo stati calati in una realtà ben precisa, la chiesa del nostro quartiere, non un’associazione, non un altro ambito di volontariato, ma in un oratorio che poggia in suo fondamento in Gesù Cristo. Saggio per cui sarebbe da parte nostra per lo meno interrogarci sul perché siamo qui, chi ci ha voluti, per fare cosa, con chi e con quale stile.
È ciò che faremo in questa due giorni, con l’aggiunta che saremo poi chiamati a rispondere a nuove proposte di crescita per il nostro oratorio e a dare tutti il proprio contributo per fare della prossimità e della bellezza evangelica lo stile del nostro Oratorio.
L’augurio che vi lascio per questa due giorni viene ancora da papa Francesco, proprio nell’incipit della “Evangelii gaudium”:
1. La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia!
Buon cammino!
Gianluca

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