Una nuova fantasia educativa

Stupire i bambini e i ragazzi oggi è sempre più difficile, specialmente nella nostra società che sembra sempre più annichilire la possibilità di stupirsi di qualcosa perché tutto è già stato visto, tutto è stato vissuto. Come educatori di oratorio dobbiamo perciò abbandonare lo stile educativo dell’abitudine, cioè riproporre di continuo metodologie educative già conosciute e fare spazio ad una nuova “fantasia educativa” capace cioè di trasformare il “già visto” in qualcosa di totalmente nuovo.

Con questa premessa i giovani animatori del nostro oratorio hanno provato a riflettere su cosa vuol dire e perché è importante stupire oggi i bambini affinché ciò che si propone in oratorio risulti davvero efficace per l’educazione alla vita dei più piccoli. L’atteggiamento dello stupore è fondamentale se si vuole alimentare interesse, curiosità ed entusiasmo nei ragazzi, far nascere in loro le domande giuste che stimolino l’intelletto alla scoperta delle cose belle e buone della vita. Abbiamo così compreso la differenza tra maestro ed educatore: il primo “riversa” delle nozioni e dei concetti nella testa dei ragazzi perché acquisiscano cultura, il secondo invece stimola nei più giovani il desiderio di domandare, di porsi cioè quelle domande ai perché della vita che sono in ciascuno di noi, inoltre ogni buon educatore è come un talent scout, cioè capace di individuare e alimentare in maniera buona e positiva i talenti e le capacità di ciascun ragazzo.

Alle domande dei ragazzi non necessariamente l’educatore deve fornire tutte le risposte, anzi al contrario deve aiutare ciascun ragazzo a trovare le proprie risposte. È questo lo stile che vogliamo seguire come educatori della Santissima Trinità, non “maestri di vita” (chi di noi lo può essere?) ma semmai compagni di un viaggio affascinante che è la vita di ciascun ragazzo che ci è affidato e con loro affrontare cammin facendo le domande importanti della vita per crescere e coltivare un proprio pensiero ed una propria unicità. Ovviamente in tutto questo abbiamo ben compreso, grazie all’aiuto di don Domenico, che non siamo soli, ma che lo Spirito Santo è in noi e con noi educatori, e che se lo ascoltiamo, ci può aiutare a rinnovare di settimana in settimana il nostro Oratorio e il nostro stile formativo, perché possa sempre più essere capace di stupire i ragazzi e pronto a raccogliere le sfide educative che il mondo giovanile di oggi ci pone dinnanzi. Ovviamente lo Spirito Santo è la presenza di Dio in noi e va costantemente alimentato con la preghiera personale e sopratutto con l’incontro settimanale con Cristo-Eucarestia, fonte ispiratrice e fine di ogni iniziativa del nostro Oratorio.

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