Iniziativa annuale

Ci prendo gusto!” è lo slogan del nuovo anno di oratorio e che segue le indicazioni dell’Azione cattolica Nazionale e diocesana. Nella cucina del nostro oratorio i bambini e i ragazzi potranno crescere e formarsi con i loro educatori.

Nell’anno della novità, l’anno di iniziazione al mistero di Cristo, ecco la domanda di vita che i piccoli ci pongono: “è per me?

Una domanda che un bambino fa di fronte ad una novità, un po’ come quando scarta un regalo, cercando di definire, più che il proprietario dell’oggetto, il destinatario di un’attenzione: quell’azione è proprio per lui.

È per me? Indica, allora, anche il desiderio dei ragazzi di esperienze nuove da compiere, di verifica delle proprie abilità, di scoperta delle proprie emozioni. È il desiderio di vedersi donare “la parte migliore” di ciò che li circonda.

È per me? è la domanda che il ragazzo rivolge a se stesso, per chiedersi se una nuova esperienza è adatta alle proprie capacità, se è la scelta giusta per sé, se ci si sente all’altezza o se “non fa per me”, se lo aiuta a realizzarsi.

È per me? può anche far intendere che ciò che stanno ricevendo è per il loro bene! “Per me” diventa “a mio favore/giovamento”. Maturando, i ragazzi scoprono che anche gli errori e le situazioni negative o le loro stesse fragilità, possono racchiudere qualcosa di buono per loro. Perché tutto dona alla loro vita qualcosa di nuovo da accogliere e custodire.

“È per me?” accompagna, allora, lo stupore di chi scopre che c’è un Dio che lo ama e che, per questo grande amore, sceglie di incarnarsi, di andarlo a trovare lì dove vive le sue giornate. Per il ragazzo vuol dire che la Parola di Dio “non è una cosa da grandi, ma è anche per me, che sono un bambino”, per- ché anche lui è destinato fin dalla sua creazione alla parte migliore.

È per me? vuol dire quindi discernere ciò che è veramente importante, essenziale. Individuare, tra i desideri più profondi nel cuore, quelli che racchiudono il mio bene e la mia realizzazione e decidere di spendersi per essi, con il sacrificio, come colui che trova un grande tesoro e rinuncia a tutto ciò che vale meno pur di conquistarlo.

È per me? significa riconoscersi interpellati e chiamati ad una missione che si realizza per mezzo del mio impegno e non di qualcun altro: attraverso di me, grazie a me, può essere realizzato qualcosa.

È per me? il dono di una vita bella e piena. È accogliere con responsabilità la propria esistenza, senza affannarsi dietro a ciò che non le dà valore.

“La gioia del cristiano non è l’allegria di un momento, ma è un dono del Signore che riempie dentro”

Papa Fracesco

La cucina

L’ambientazione che ci aiuterà a vivere questo anno associativo è, appunto, la cucina: luogo più vissuto della casa, rappresenta un po’ il cuore, dove si incontra la famiglia e condivide ciò che è essenziale alla sopravvivenza, cioè il cibo. È il luogo dove prendono vita le novità nel campo dell’alimentazione, lo spazio mai riservato, è la stanza che accoglie sempre tutti! È anche il luogo dove ci si prende cura dell’altro, non solo in un momento, ma tutti i giorni, segno di un grande gesto d’amore.

Inno dell’anno

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