Pastorale Giovanile

L’oratorio per me è… un luogo dove posso sentirmi vera!

Per me gruppo ha un ruolo molto importante per la mia formazione personale e per la mia vita. Gli incontri di gruppo sono quei momenti in cui posso riflettere ed esporre le mie idee senza aver la paura di essere giudicata.

Inoltre vedere i bambini sorridere e divertirsi il sabato mi dà una gioia al cuore pazzesca. L’oratorio per me rappresenta il luogo in cui posso vivere la mia cristianità appieno senza aver paura di essere incompresa. Ad esempio quando dico a un mio coetaneo che vado in oratorio lui mi guarda male e poi mi chiede perché perdo in oratorio. Non capisce quanto sia importante per me fare gruppo.

A gruppo posso essere semplicemente me stessa.

L’oratorio per me è… – Una crescita smisurata

Durante il mio ultimo anno di Grest fatto ancora a Santa Maria, ho conosciuto alcuni ragazzi che sono tutt’ora miei amici e mi hanno convinta ad andare ai Campi Estivi.

All’inizio non ero per niente convinta, mi sembravano una cosa noiosa.

Ma è solo grazie ai campi se ora ho ricominciato ad andare in oratorio anche di sabato, anche se ho optato per l’Oratorio vicino a casa mia.

Un particolare ringraziamento lo devo fare ad un animatore della San Pietro, Paolo che mi ha seguita nel gruppo in cui ero al campo e che mi ha fatta appassionare per le varie attività e per le modalità di riflessione e condivisione adottate dall’Oratorio. Da lì ho quindi deciso di andare alla Trinità e per fortuna una delle mie più care amiche ci andava già.

La prima volta che sono entrata alla Trinità ero già abbastanza grande; era un sabato d’ottobre del 2014 e lo ricordo molto bene. Conoscevo solo alcuni di loro e molti solo di vista. Avevo un po’ d’ansia ad essere sincera perché mi sentivo strana, non era il mio “solito” Oratorio…

Devo dire che però, dopo poco, mi sono subito sentita parte di questa comunità che alla fine era fatta di ragazzi esattamente come me. Da quel momento della mia vita ho iniziato un’avventura tutt’ora in corso che mi ha fatta crescere in maniera smisurata dal punto di vista umano ed il mio cambiamento è stato radicale. L’oratorio è sicuramente un luogo d’incontro dove trovare i propri amici, da quelli che vedi tutti i giorni a quelli che vedi di sfuggita o addirittura quelli che non vedevi da una vita.

Per me l’Oratorio è però fondamentalmente una cosa: amore. Amore per i propri bambini che ogni sabato ti riempiono il cuore con la loro tenerezza, i loro abbracci ed i loro bigliettini in cui ti scrivono quanto ti vogliono bene. Amore per i propri amici perché in fondo è amore anche quello, nonostante tutto un amico ti ama smisuratamente, ti aiuta nel momento del bisogno e fa molto altro, ma sicuramente gli amici dell’oratorio si può dire che hanno una marcia in più: con loro non passi solo del tempo per divertirti ma lo passi anche per riflettere, programmare un’attività, condividere pensieri particolari.

Amore per i propri animatori da prendere come guida e come esempio. Amore per la curiosità di approfondire un mondo che molti giovani snobbano o non considerano, ovvero quello di Gesù. Amore esprimibile attraverso la forte passione che ci spinge a creare tutte quelle attività, cercando di trasmettere dei valori ai nostri bambini ed evitando che prendano brutte strade. Un’ amore sicuramente percepibile dallo spettacolo alla fine di ogni Grest, quando siamo tutti in lacrime perché in fondo iniziamo già a mancarci, nonostante i trecentomila litigi che non sono mancati in quel mese, nonostante ognuno abbia degli amici più cari ed altri meno cari, nonostante tutto sono proprio quelli i momenti in cui si vede il nostro spirito di squadra.

Quindi, per tutte queste ragioni, per me ORATORIO VUOL DIRE AMORE.

L’oratorio per me è… – Ricordo di un ragazzo monello

Mi ritorna in mente quella volta in cui il monello a gruppo era parecchio agitato perché si annoiava e voleva andare a giocare e l’animatrice lo sgridò.
Lui le rispose male dandole della “poco di buono”. Nonostante la rispostaccia, l’animatrice non si scoraggiò ma anzi, cercò di far capire al ragazzo il suo errore.
E così il ragazzo monello riuscì a crescere e a diventare una persona migliore.

“L’oratorio per me è…” – prima testimonianza

  • Secondo te cos’è l’oratorio?

-non te lo so dire esattamente ma si basa sulla regola “dell’animatore alla terza”.

  • cosa vuol dire?

-Un posto in cui un animatore viene sfruttato da altri animatori per formare altri potenziali futuri animatori.

  • ahahah si ma uno scopo ci sarà no? Per esempio da quanto tempo vai in oratorio e perché ci sei andato in oratorio.

– mah io perché ero single e speravo di rimorchiare.

  • e c’è l’hai fatta?

-con sta faccia? Figurati sono sempre single. Anzi forse più single del Don stesso.

  • ahahaha ma se dici che sei andato in oratorio per rimorchiare e non c’è l’hai fatta perché continui ad andarci poi guarda che ci sono altri posti in cui puoi incontrare ragazze eh.

-eh lo so. A dir la verità non ti saprei dire perché continuo ad andarci, che poi manco mi pagano potrei usare quei pomeriggi per fare delle cose divertenti come giocare alla play, uscire, insomma tante cose fighe.

  • Va bene ho capito ci provo in un altro modo.Qual è la cosa che ti piace di più in oratorio, se qualcosa ti piace magari è per quello che ci vai? Ci sarà un momento in oratorio che ti piace no?

-mah si

  • cosa?

– la merenda. A volte c’è roba figa ahahaha.

  • ma dai fai il serio non è possibile che tu ti svegli un sabato per andare in oratorio aspettare 4 ore per fare merenda dai ci sarà un motivo.In tre anni che vai in oratorio cosa hai imparato cos’hai in più rispetto a prima.

-la pazienza. Guarda dopo tre anni che hai come responsabile Gianluca e quei bambini che non stanno fermi due secondi fidati che hai pazienza da vendere.

  • ahahaahah ma vabbè è una cosa positiva no?

-sissi.

-hai un ottimo rapporto con i tuoi animati del sabato.

  • diciamo che abbiamo un rapporto regolare che non cambia mai.

– in che senso

  • mah… è da tre anni che parlo e è da tre anni che non mi ascoltano.

– euh addirittura e con gli animatori?

  • non si è capito bene a volte ci odiamo a volte ci amiamo. Insomma l’oratorio è come una famiglia. In cui ci sono dei genitori che sono i responsabili, noi animatori siamo figli maggiori e i bambini i nostri fratelli minori che dobbiamo aiutare seguendo i consigli dei genitori.

-hm capito.

  • perché alla fine è proprio quello il bello dell’oratorio, perché siamo tutti diversi ognuno con i suoi difetti e le sue qualità, dobbiamo cercare di maturare insieme, mettere a disposizione le nostre qualità per cercare di ridurre i nostri difetti per essere dei modelli per i bambini.
    C’è chi è più calma ciao Angela ti voglio bene. C’è chi è un po’ meno paziente non faccio nomi sennò Sharon è joelle mi uccidono, insomma è lo spirito di gruppo la voglia di condividere le proprie esperienze la caratteristica dell’oratorio. L’oratorio è una famiglia che ti aspetta a braccia aperte.

L’oratorio è…

In occasione del ritiro di quaresima, i nostri ragazzi di 3 e 4 superiore si sono incontrati per preparare un’attività molto speciale da presentare ai propri amici degli altri oratori di Settimo. Sabato 17, durante l’attività del pomeriggio, ciascun oratorio ha presentato parte del proprio cammino da condividere insieme agli altri. Ne è nato così un collage di interventi che hanno generato grande bellezza e stupore. I ragazzi e gli educatori coinvolti hanno così potuto apprezzare ciascuno la bellezza dell’altro in un incontro di differenze che ha generato maggiore unità.

I nostri giovani, accompaganti dal suono della chitarra suonata da Marco, creando un’atmosfera speciale con luci soffuse, hanno testimoniato di fronte ai loro coetanei degli alri oratori, che cos’è per loro l’oratorio e come questa esperienza stia cambiando le loro vite. Vista l’intensità, la bellezza e l’emozione che ha generato questo momento in ciascuno dei presenti, abbiamo pensato di raccoglierle e di condividerle, in forma anonima, qui sul nostro sito, senza modifiche, senza censure, così como sono state scritte e condivise.

Speriamo che queste testimonianze possano generare maggiore coscienza in altri giovani e nelle famiglie di quanto, sopratutto oggi, in questo tempo, l’oratorio sia davvero un mezzo straordinario per accompagnare i più giovani verso una vita adulta più responsabile e consapevole, capace di comprendere quanto bella e buona possa essere la vera Vita.

Ci auguriamo per cui di fare cosa gradita. Le stestimonianze, una ad una, saranno pubblicate nei prossimi giorni. Vi chiediamo solo di leggerle con attenzione, e, se se volete, di condividerle perchè possano fare come i semi del dente di leone, che con un po’ di vento volano e si spargono in altri luoghi per generare nuova vita.

Uniti in Te

Tutti gli oratori di settimo, San Giuseppe, San Vincenzo, San pietro, SS Trinità e Santa Maria, hanno avuto modo di incontrarsi durante il ritiro del 17-18 Marzo. Evento forse mai capitato prima.
Il titolo della due giorni era ‘Uniti in Te, guidati dalla Parola di Dio attraverso la lettura e meditazione della prima lettera ai Corinzi di San Paolo, nella quale l’apostolo afferma che noi tutti insieme formiamo il corpo di Cristo, ‘ciascuno per la sua parte’.

Per capire meglio il brano e ciò che volesse dire, ciascun gruppo dei diversi oratori ha mostrato agli altri qualcosa che lo rappresentasse appieno, la sua peculiarità insomma, chi con attività più giocose, chi con momenti di maggior riflessione, il tutto preparato precedentemente nei rispettivi momenti di gruppo in oratorio prima dell ritiro. Senza rendercene conto, abbiamo quindi dato vita a un vero e proprio corpo. Eravamo noi le sue membra.

Abbiamo successivamente dedicato del tempo ad un momento di deserto durante il quale abbiamo riflettuto e risposto alle domande che la sera prima ciascun gruppo aveva posto.

Siamo giunti quindi alla conclusione che effettivamente ogni oratorio, ciascuno con le sue caratteristiche, rappresenta una parte fondamentale di un corpo, di un’unità e che la nostra diversità non è altro che un’immensa ricchezza da condividere!

Ad oggi posso dire di aver vissuto un’esperienza irripetibile, unica ed emozionante. Nonostante molti di noi non si conoscessero, abbiamo subito legato e condiviso non solo momenti di riflessione, ma anche di divertimento.

È proprio questo il bello: sapere di essere tutti lì per lo stesso motivo, con persone che condividono la tua stessa passione e l’amore per Dio. È un momento per staccare un po’, per prendersi del tempo per se stessi. È sempre un piacere per me, partecipare a questi momenti. Torno sempre a casa con qualcosa in più.

Ad oggi, sono consapevole della bella realtà che ho intorno, che forse prima non conoscevo perché ero chiusa nella mia nicchia, nel mio piccolo oratorio. Così, quello che pensavo fosse un intero mondo, ho scoperto essere solo una piccola parte di un grande puzzle, che ciascun oratorio di Settimo con il suo contributo forma.

‘Dio ha composto il corpo, conferendo maggior onore a ciò che ne mancava, perché non vi fosse disunione nel corpo, ma anzi le varie membra avessero cura le une delle altre.’

 

Sofia

Cammino di quaresima 2018 gruppo Giovani

Il cammino

In questo tempo di quaresima desideriamo, come gruppo giovani, metterci in deciso cammino verso la santa Pasqua. Affronteremo per cui un viaggio che di settimana in settimana ci accompagnerà, attraverso la lettura, meditazione e preghiera di un brano evangelico, verso il tempo pasquale. Cercheremo di fare spazio dentro di noi, eliminando quanto non ci permette di accogliere con Gioia il mistero del dono pasquale.
Un viaggio in compagnia del nostro amico Gesù che, attraverso la Parola di Dio, ci auguriamo possa far risuonare in ciascuno di noi il desiderio di vivere la nostra vita da veri figli di Dio!

Lo schema di preghiera

Uno schema semplice che non presuppone una grande conoscenza del Vangelo, una declinazione del metodo Vigan:

  • Lettura/sottolineo/condivisione
  • Lettura/cosa dice a me/condivisione
  • Lettura individuale/condivisione di un impegno personale
  • Preghiera conclusiva – Padre Nostro

Gli appuntamenti e i brani

  • Giovedì 22 febbraio ore 21:30
    La chiamata di Pietro (Luca 5, 1-11)
  • Giovedì 1 marzo ore 21:30
    Il giovane Ricco (Marco 10,17-27)
  • Giovedì 8 marzo ore 21:30
    La tempesta sedata (Luca 8, 22-25)
  • Giovedì 15 marzo ore 21:30
    Gesù nei Getsemani (Marco 14, 32-42)
  • Venerdì 23 marzo ore 20:45
    Via Crucis Cittadina
  • Giovedì 29 marzo ore 17:30
    Santa Messa con lavanda dei piedi
  • Venerdì 30 marzo ore 21:00
    Via Crucis e adorazione della croce presso la chiesa Santa Maria
  • Sabato 31 marzo ore 21:00
    Veglia Pasquale presso la chiesa Santa Maria
  • Domenica 1 aprile ore 10:00
    Domenica di Pasqua
  • Giovedì 5 aprile ore 21:30
    Discepoli di Emmaus (24,13-35)

Attesa, Speranza e dono – avvento 2017

Domenica 26 novembre 2017, presso la Casa dell’Immacolata a San Mauro, si è tenuto il ritiro d’avvento per tutti i ragazzi delle superiori di Santissima Trinità e Santa Maria.
Abbiamo incominciato la mattinata con un momento di preghiera. Subito dopo ci siamo divisi in biennio e triennio e per rompere il ghiaccio abbiamo fatto un piccolo gioco di conoscenza. Questo è stato un ritiro un po’ particolare pieno di colpi di scena, di allegria e di momenti di condivisione. Nella mattinata, infatti, è venuto a trovarci anche Babbo Natale, che ha lanciato una provocazione ai ragazzi. Successivamente abbiamo affrontato le seguenti tematiche/tappe:

Che cos’è l’attesa e “la divano felicità ”(non attesa)?

in questo momento i ragazzi, con l’aiuto del famoso “giochino dei colori” sono riusciti a riflettere e a condividere come vivono l’attesa in determinati momenti della loro vita (es. quando aspettano l’autobus, quando manca un mese alla fine della scuola ecc). Alla fine si è riflettuto molto anche sulla parola crisi che si poteva mettere sia nell’attesa, in quanto provoca inquietudine e sia nella divano felicità, in quanto ti può bloccare.

Speranza = preghiera

in questa seconda tappa abbiamo iniziato l’attività con un breve momento di relax, dove i ragazzi si dovevano sdraiare a terrà e dovevano chiudere gli occhi. In questo istante i ragazzi, aiutati da una voce guida, dovevano pensare a un momento di crisi che avevano vissuto, pensando anche a chi gli era stato accanto e se erano riusciti a superarlo. Dopo il momento di relax ai ragazzi è stato dato un foglio con un quadrante del piano cartesiano, sul quale dovevano riprodurre attraverso linee rette, curve, alte e basse la loro vita con tutti i momenti di gioia e di crisi che avevano vissuto fino ad oggi; in più dovevano indicare quali persone gli sono state accanto. Inseguito, divisi in gruppi abbiamo fatto un momento di condivisione dei grafici soffermandoci soprattutto sulle relazioni con le persone e con Dio, che non sono sempre facili, ma grazie a loro aiuto ci danno la forza e la speranza per andare avanti.

Dono

In quest’ultima tappa abbiamo compreso l’importanza di donarsi agli altri come ha fatto Gesù con noi e come hanno fatto tutte le persone che ci sono state accanto nei momenti di crisi.

Subito dopo ci siamo riuniti tutti nella cappella per fare la messa. Durante la messa Don Stefano ha ripercorso tutte le varie tappe della giornata. E si è soffermato soprattutto sull’importanza di donarci agli altri gratuitamente senza aspettarsi nulla in cambio. Alla fine della messa è stato consegnato ai ragazzi un seme di girasole con una frase tratta dal libro tratta dal libro del piccolo principe.
Per concludere la giornata abbiamo fatto merenda tutti insieme in allegria.

Buon cammino verso il Natale e al prossimo ritiro!

Angela

#Colletta17

Sabato 25 dicembre, in occasione della colletta alimentare, i giovani del nostro oratorio hanno prestato servizio presso il supermercato Bennet di Settimo Torinese assieme alla croce rossa, Caritas, vigili del fuoco e varie altre associazioni, tutti riuniti per raccogliere più generi alimentari possibili per le famiglie più bisognose del nostro territorio. E’ stata per i nostri giovani la prima esperienza ed è risultata, seppur una giornata faticosa, anche e sopratutto molto stimolante, e che ha contribuito anche a ricordare che il cibo è sempre dono, non va sprecato, e che inoltre bisogna non dimenticarsi mai che c’è sempre qualcuno che ha bisogno di aiuto.

La colletta alimentare è una enorme opportunità di raccogliere tantitissime tonnellate di generi alimentari da distribuire a chi è più bisognoso, ma le nostre Caritas parrocchiali sono impegnate ogni giorno in questo importantissimo servizio, che consiste inoltre nell’ascoltare e nell’aiutare numerose famiglie della nostra città che devono affrontare molti altri problemi oltre che la carenza di cibo.

E’ importante per cui sostenere questo importantissimo servizio al territorio, non solo economicamente ma sopratutto dando un po’ del nostro tempo perchè ci sia sempre qualcuno disponibile a continuare quest’opera. Le nostre Caritas sono composte da tante brave e generosissime persone, ma l’età media è molto alta, c’è quindi bisogno di giovani ed altri adulti disponibili a sostenere con la propria presenza, questo importante servizio alla comunità

L’appello è quindi rivolto a tutti, passate e date la vostra disponibilità nei centri Caritas delle nostre parrocchie, sosteniamo, donando parte del nostro tempo, questa importantissima opera di carità.

We are young

Dal 7 al 10 settembre noi ragazzi delle superiori di Santissima Trinità e San Giuseppe Artigiano abbiamo partecipato al campo dal titolo “we are young!” presso Niquidetto di Viù a “Casa Emmaus”.

L’argomento principale del campo sono stati i giovani. Per sviluppare questo ampio argomento abbiamo usato il metodo della revisione di vita: vedere, valutare e agire. In un primo momento abbiamo dunque parlato di chi sono i giovani di oggi e quali sono le cose che ci accomunano e ci differenziano rispetto alle vecchie generazioni e a quelle ancora più giovani. Si è poi discusso su quelle che sono le differenze e i punti di forza di chi vive la realtà della parrocchia confrontandosi anche con realtà esterne di chi ha intrapreso cammini differenti. Abbiamo in conclusione analizzato i possibili modi per eliminare i pregiudizi della comunità su noi giovani elaborando idee e progetti per il futuro, partendo proprio dalle idee emerse in precedenza. Oltre ai temi trattati il campo è come sempre un modo per mettersi alla prova, confrontarsi e crescere insieme.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che ne hanno permesso la buona riuscita.

Andrea Cardinale